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Reynold Reynolds | Live Stop-motion Filming
Marted́ 25 ottobre ore 18-20
25 Ottobre 2011 

Nosadella.due e déjà.vu
presentano
Reynold Reynolds / Live Stop-motion Filming
esito del work.lab a Nosadella.due

con Claire Bosi, Maurizio Buquicchio, Sigurdur Unnar Birgisson, Giovanni Copelli, Florian Fusco, Sebastian Melo, Olga Pavlenko, Angelica Porrari, Jacopo Jenna, Nat Wilms

Direttore della fotografia: Imogen Heath
Attore: Tomas Spencer
Produttori: Reynold Reynolds e Saskia Reynolds

Martedì 25 ottobre dalle ore 18 alle 20 gli spazi di Nosadella.due si aprono al pubblico come inedito set di ripresa live dell'opera video che il film maker statunitense Reynold Reynolds sta realizzando a Bologna per il work.lab Live Stop-motion Filming, che coinvolge 10 giovani partecipanti, italiani e stranieri.
Nel giorno conclusivo del laboratorio, iniziato il 19 ottobre scorso, il pubblico potrà infatti assistere a due ore di riprese in 16mm stop-motion di una scena che, ispiratasi all'atmosfera surreale degli ambienti della casa e in particolare alla camera da letto anni Trenta e ai mobili barocchi del lungo corridoio, andrà a far parte della prossima tappa, presentata alla galleria berlinese Zink, di The Lost / Film performance, una serie di film/performance per un unico film cui l'Art Studio Reynolds sta lavorando dall'inverno scorso. L'incubo quale luogo di conflitto interiore, di realtà parallela e spesso di reale coscienza, è il soggetto su cui il team ha lavorato utilizzando varie strumentazioni tra cui l'Arduino, un piccolo processore elettronico in grado di “comandare” la realtà mandando input d'azione, che in questo caso ha permesso il movimento dei dispositivi di ripresa.
La settimana del work.lab, parte del progetto bolognese déjà.vu che si sviluppa tramite esperienze laboratoriali tra artisti di diversa generazione, ha visto un vero e proprio lavoro di squadra dove ognuno ha contributo con le sua personale visione ma soprattutto ha sviluppato la consapevolezza di cosa significa stare dietro alla camera: Ti rendi conto che stai lavorando su pochi secondi e che anche quando muovi quella scatola stai riflettendo sul mezzo, stai pensando che quello non è il tuo occhio. La cosa che colpisce di Reynolds è che usa la tecnica come qualcosa al solo servizio della sua idea estetica e della sua visione che in realtà dirige tutto - dicono i partecipanti.

Live Stop-motion Filming, parte del progetto déjà.vu di Lelio Aiello promosso dall'associazione culturale aritmia, è prodotto in collaborazione con ed è realizzato grazie al sostegno di Regione Emilia Romagna e Comune di Bologna, col contributo di Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, e grazie alla collaborazione dei media partner Brainstorming Art Project, UndoNet, Exibart, Edizioni zero, Città del capo-radio metropolitana, radio città Fujiko.

Reynold Reynolds (Central Alaska 1966) è un artista americano che vive e lavora a Berlino. Realizza installazioni-film, documentari e short film sperimentali. I suoi lavori toccano il tema del disturbo fisico e psichico insistendo sull’idea della trasformazione come fonte di decadenza e mettendo alla prova il senso di disagio e di impotenza del pubblico. La sua ricerca si muove tra filosofia, scienza, tecnologia e tempo e si sviluppa attraverso un linguaggio cinematografico che usa come principali strumenti le pellicole 16mm, la fotografia HD e lo stop-motion. The Secret Trilogy è il ciclo di film che può considerarsi emblema del suo lavoro. Reynolds ottiene una laurea in Fisica presso l’Università del Colorado per conseguire poi un M.F.A presso la School of Visual Arts di New York. Ha realizzato numerose mostre personali, tra cui, recentemente alla Galerie Zink di Berlino, alla galleria West a L'Aia, alla Kunsthalle di Vienna, al Lokal_30 di Varsavia. Tra le collettive, ha preso parte a: Knotting: Swarm in the era of Digital Media, Taiwan Museum of Fine Arts, Taiwan, (2011); Uber die Metapher des Wachstums al Kunstverein di Hannover (2011); Videonale 13 al Kunstmuseum di Bonn, (2011). Ha ricevuto il Festival Award per il suo lavoro Secret Life allo European Media Art Festival di Osnabrueck nel 2008, il Distinction Award per Six Apartments al Transmediale Berlin nel 2009 e la menzione speciale delle giuria per Last Day of the Republic” al Videoformes Festival del 2011.
www.reynold-reynolds.com

Claire Bosi (Italia 1985). Attraverso mezzi espressivi differenti, fotografia, video, installazioni, la sua ricerca si concentra sulla “geografia della memoria, i confini tra sé e lo spazio e la funzione della memoria nel processo di formazione dell’identità”. Nata in provincia di Piacenza, attualmente vive a Parigi dove stà frequentando un Master Internazionale in Pratiche Contemporanee dell’Immagine presso l’Universitè Sorbonne Nouvelle. Ha conseguito la laurea in Arti Visive e dello Spettacolo presso la Facoltà di Design e Arti di Venezia e nella stessa Università si è specializzata in Progettazione e Produzione delle Arti Visive. Recentemente ha preso parte a diverse mostre collettive: Collecting Identities: I stay therefore we are, Fos Danish Pavillon, 54th Venice Biennale, Venice, Italy (2011); Casabianca, Zola Predosa, Bologna, Italy (2010); Eyjafjallajokul, from Venice to Shanghai and back, East China Normal University of Shanghai, World Expo 2010, Shanghai, China (2010); Soundscape - homesound 1#, Project Archive 2#, Private House , Prenzlauer Berg, Berlin, Germany (2010).
www.clairebosi.net

Sigurdur Unnar Birgisson (Islanda 1987). Si muove in diversi campi, sempre utilizzando la compostezza e la pulizia come registro, tra fotografie in bianco e nero, design di mobili che richiamano le formule di struttura della chimica, video animazioni e ironici video citazionisti. Di origini islandesi, è studente presso il dipartimento di Visual Communication all’Universität der Künste di Berlino.
www.vimeo.com/user5458772/videos

Maurizio Buquicchio (Italia 1981). Si muove tra la teoria e la pratica della cinematografia. Nato a Bari ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università degli studi di Pisa. Laureato in Storia e Metodologia della Critica Cinematografica al DAMS di Bologna, dal 2002 è redattore della rivista Cinergie – Il Cinema e le altre arti, e si occupa di film sperimentale e del rapporto fra cinema e architettura con pubblicazioni cartacee e online e con la realizzazione di numerose retrospettive. Dal 2002 lavora come assistente alla regia del cineasta Jean-Marie Straub.

Giacomo Copelli (Italia 1989). Dopo esordi prevalentemente pittorici si è avvicinato all’uso della fotografia e del video ricercando la necessità di svelare realtà sempre nuove. Preoccupato del senso, indaga la realtà in cerca di tracce, di resti di ciò che rimane sul filo di una certa nostalgia. Nato in provincia di Reggio Emilia, è studente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e al momento stà frequentando l’Udk, Bildende Kunste di Berlino grazie al Progetto Erasmus. Ha partecipato alle mostre colletive: Non così sconosciuto, Spazio Exit, Bologna (2010); Audio Art by Visual Artists and Other Outsiders, Accademia di Belle Arti di Bologna (2010); Bridges n Barriers, udk, Berlin, Thomas Zipp's class exhibition (2011); Interno 4, Bologna (2011).

Florian Fusco (Germania 1981). La sua ricerca artistica nonstante l’utilizzo nella progettazione dei supporti digitali si concentra soprattutto sulla consistenza, la concretezza e la potenzialità del senso del tatto. Il cartone diventa materiale da costruzione per oggetti e lettere dell’alfabeto giganti. La sua produzione video si muove tra grafica e design, passando per sketch in stop-motion. Nato a Berlino dove vive e lavora, è’ studente di Textile and Surfacedesign presso la Kunsthochschule Berlin-Weissensee. Ha partecipato al progetto internazionale Industrial Design in the context of development cooperation sviluppatosi a Cuba, in Guatemala e in Colombia. Ha preso parte al Zine launch mini festival presso Rogue Studios, Manchester (2011); Residency at Kraak Gallery, Manchester (2011); Super Awesome Fun Exhibition at the Kraak Gallery, Manchester (2010).
www.florianfusco.com

Jacopo Jenna (Italia 1980). “La sua produzione artistica si sviluppa intorno alla riflessione sul senso del corpo, inteso come luogo di impressione ed esposizione del pensiero attraverso la forma e il movimento. I lavori si orientano verso una ricerca di co-esistenza tra le pratiche e le tecniche performative del danzatore e l’utilizzo di linguaggi visivi come la fotografia e il video”. Nato a Firenze, è laureato in Sociologia e in età adulta si è avvicinato allo studio della danza formandosi in Olanda presso la Codarts-Rotterdam Dance Academy. Ha collaborato come danzatore in compagnie stabili e progetti coreografici in Italia e all’estero tra cui: Anouk Van Dijk DC (NL), Compagnia Zappalà danza (Italia), Steptext dance project (Germania), Compagnia Virgilio Sieni (Italia), Collettivo Cinetico (Italia).
www.jacopoj.it

Sebastian Melo (Cile 1976). La ricerca visiva di questo video maker è incentrata sullo still frame che è l’unita base di produzione di conoscenza e soggettività. Per esplorare questo concetto lavora sia con i video lineari sia con video installazioni in cui la produzione di immagini video si ottiente esclusivamente con fotografie a lunga esposizione. Nato a Santiago del Cile, dal 2010 vive e lavora a Londra dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Digital Media, Tecnology and Cultural Form presso la Goldsmith University. Il suo progetto From Afar è stato premiato al Santiago International Documentary Film Festival (FIDOCS) e distributito dal Canal Arte (France).
www.vimeo.com/sebastianmelo

Olga Pavlenko (Ucraina 1982). “Alla base del lavoro di Olga Pavlenko c’è una riflessione intellettuale che trae origine da un confronto col tema dell’identità e della memoria, declinate secondo la prospettiva di un’artista che da molti anni si sposta con continuità da una nazione all’altra” scrive Martino Margheri. Nata in Ucraina dove si laurea in Giurisprudenza, trasferitasi a Firenze ha proseguito gli studi all’Accademia di Belle Arti. Nel febbraio 2009 fonda insieme ad altri 9 artisti il collettivo .LAB, laboratorio di sperimentazione e confronto su temi legati all’arte e alla cultura contemporanea. Tra le ultime mostre: Ether Sides, Fabbrica Europa, Firenze (2011); The Wall, Nosadella.due, Bologna (2011); Open Studios, progetto di CCC Strozzina, Firenze (2011); VISIONIDICITTA’, Scandicci (2010); Mash-up, a cura di Trama 21, Milano (2010); Privat Flat 6, Firenze (2010); The 6th International Short Film Festival Detmold (2010).
www.olgapavlenko.info/index.html

Angelica Porrari (Italia 1985). Dal 2008 il video, influenzato dalla performance e dal teatro, è il mezzo usato per intrecciare le sue Gloves’Stories in cui il guanto diventa metafora dell’uomo, tra dentro e fuori, cicatrici, gesti e vuoto. Vive e lavora a Modena, città di nascita. Ha conseguito il Diploma in Grafica Pubblicitaria presso l’Istituto d’Arte di Modena e nel 2009 la Laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le mostre più recenti troviamo: Palazzo Tassoni, Ferrara, Giovani Artisti dell’Emilia Romagna alla Biennale di Skopje (2010); Spazio Gerra, Reggio Emilia Ant Art (2010); Palazzo Re Enzo, Bologna, Opera collettiva a seguito del workshop con Bianco-Valente a cura di Raum/Xing e déjà.vu (2010); Palazzo Santa Margherita, Modena, Area Progetto Off a cura della Galleria Civica e dell’Ufficio GAI di Modena (2010).
www.angelicaporrari.it

Nat Wilms (Germania 1976). E' nata in Germania e vive tra il suo paese d'origine e Bologna, dove si è laureata in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti. Nel suo lavoro si muove alla ricerca di tracce di memoria e racconti del passato ha una formazione legata alla tecnologia multimediale e utilizza la fotografia, il video, la scrittura e la luce. A preso parte a: "Hillsideout", Tortona Design Week "design in progress", Milano (2011); Atto ZERØ, galleria OltreDimore, Bologna  (2010); "Hillsideout, Design Act", International Design Festival, Winzavod, Mosca/Russia (2010).
www.natwilms.com


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info@nosadelladue.com | +39 392 3457410
press@dejavu-bo.it | +39 347 79 70 931

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